Quali Sono gli Attrezzi da Avere in Cucina

Ci sono cose che in una cucina come si deve non dovrebbero mai mancare. Eh si, perchè se gli utensili e gli ingredienti variano secondo l’estro del periodo o del momento, alcuni strumenti sono indispensabili perchè almeno una volta -ma sicuramente di più- serviranno, anche per la cena più semplice e veloce.

Gli strumenti indispensabili

Tagliere. In legno o in plastica, meglio avere uno grande ed uno piccolo.

Grattugia per formaggio. Certo, si può sempre comprare il formaggio già grattugiato, ma avere la possibilità di farlo da soli è importante. Chi ne produce grandi quantità può scegliere una grattugia elettrica tipo queste.

Scolapasta. Questo è davvero uno strumento indispensabile, altrimenti è impossibile cucinare la pasta (a meno che non si disponga di pastaiola con scolapasta incorporato.

Mestoli. Almeno uno grande ed uno piccolo, in legno, plastica e/o acciaio.

Forbici. Consigliabili le ‘tagliatutto’, che non pungono, non tagliano le dita e possono essere usate anche dai bambini.

Cavatappi. A due manici, a farfalla, a due viti o a leva, in acciaio o in plastica, con il manico corto o con il manico lungo munito di coltellino per togliere la stagnola dalle bottiglie.

Apribottiglie ed apriscatole. Sempre utili, soprattutto l’apribottiglia.

Gli strumenti necessari

Colini. A rete fitta, almeno in due misure.

Caraffa graduata. Per dosare i liquii e con l’ indicazione dei pesi per altri ingredienti, anche solidi.

Barattoli. Quadrati o rettangolari, di diverse forme e misure, adatti per la dispensa, per il frigorifero, per il freezer, per la conservazione sottovuoto.

Imbuto. In plastica o acciaio, per travasare l’olio ad esempio.

Spremiagrumi. Utile per una colazione salutare a base di arance.

Sottopentola. Per non rischiare di rovinare tavolo e tovaglia quando la pentola è bollente.

Schiaccianoci. D’ inverno diventa fondamentale averne almeno uno in casa.

Centrifuga. Un grande aiuto per asciugare perfettamente l’insalata.

Come Servire il Caffè ai Propri Invitati Secondo il Galateo

Dopo una buona serata, o comunque alla fine di un buon pasto fatto a casa nostra con i nostri ospiti, giunge il momento del caffè! Sembra di poco rilievo, ma effettivamente per terminare il tutto senza cattive figure è fondamentale servire il caffè nel migliore dei modi. Segui questa guida e vi potrai leggere alcuni degli accorgimenti da seguire per fare una buona figura.

Preferibilmente, devi servire il caffè da buona padrona di casa, all’interno del salotto di casa tua.
Se, però, i tuoi invitati sono intenti a conversare tra loro, puoi ugualmente servire a tavola.
Posa in un vassoio tante tazze quanti sono i tuoi ospiti, e portalo in cucina per porgere a ciascuno la propria.

Non chiedere MAI ai tuoi ospiti se gradiscono o meno il caffè, ma portalo in tavola per tutti, lasciando loro liberi di scegliere se accettare o meno.
Se è sera, e quindi siete al termine di una cena, proponi sempre ai tuoi ospiti se al posto del classico caffè non preferiscono il decaffeinato.
Devi essere sempre tu, in qualità di padrona di casa, o in alternativa tua figlia, a porgere la tazzina vuota e lo zucchero agli ospiti, lasciando che poi siano loro stessi a servirsi di quanto zucchero desiderano.

Versa, quindi, il caffè all’interno di ogni tazza, e bada sempre a non riempire le stesse sino al bordo superiore. Tieni la tazza tra il pollice e l’indice della mano destra.
Inoltre, è importantissimo che tu porti in tavola del caffè bollente, e quindi appena fatto! E’ assolutamente vietato preparare il caffè in precedenza e servirlo freddo, o, peggio ancora, tiepido.

Come Scegliere un Umidificatore

Gli umidificatori sono apparecchi che vanno di pari passo con il riscaldamento. Soprattutto in quelle case dove il riscaldamento è centralizzato, infatti, c’è il rischio concreto di avere ambienti molto caldi e poco umidi in cui cresce perciò il rischio di malattie respiratorie legate all’asma o alle allergie.

Gli umidificatori possono fornire la soluzione corretta a tutto questo: si tratta di apparecchiature che emettono vapore acqueo e che in questo modo riescono a ristabilire la corretta umidità dell’aria.

Funzionando ad elettricità e non avendo dimensioni troppo elevate possono essere disposti quasi ovunque in casa; danno la possibilità di controllare il livello dell’acqua e di solito si accendono/spengono o grazie a un temporizzatore o per mezzo di un termostato che controlla anche che venga raggiunta la giusta temperatura in casa.

Prima di parlare degli umidificatori è necessario fare una premessa in merito alle temperature delle nostre abitazioni.

Le temperature degli ambienti
Noi tendiamo a vivere troppo al caldo. Raramente le temperature nelle nostre case scendono al di sotto dei 20°C, spesso stanno invece molto al di sopra. Nelle abitazioni di anziani, infatti, specie di quelli che vivono in appartamenti dove vi è il riscaldamento centralizzato, le temperature salgono spesso oltre i 22°C.
La stessa cosa può essere notata per molte scuole, dove impianti di riscaldamento magari molto vecchi non riescono a modulare correttamente le temperature, per cui spesso si passa dal freddo vero e proprio (prima della data di accensione dei termosifoni) al caldo-secco più insopportabile… e dannosissimo per la salute dei nostri figli.
Secondo studi fatti, le temperature corrette per le abitazioni dovrebbero essere le seguenti:
Camera da letto, da 15°C a 18°C
Soggiorno, studio, sala da pranzo da 18°C a 20°C
Cucina da 15°C a 18°C
Bagno da 20°C a 22°C
Temperature decisamente più basse di quelle che chiunque tende ad avere nelle case e a considerare quelle “giuste” per abitarci.

Quando servono
La necessità dell’umidificatore si avverte soprattutto nel periodo invernale, quello in cui teniamo le finestre chiuse per il freddo e al contempo abbiamo il riscaldamento acceso in casa. Il mancato ricambio d’aria (che invece abbiamo in primavera e in autunno), unito alle temperature più alte, fanno sì che l’aria in casa possa diventare quasi irrespirabile. Il problema è che ce ne rendiamo conto solo quando si fanno sentire episodi ripetuti di disagi respiratori e di altro genere, tra i quali anche raffreddori, mal di gola e tosse oltre ad asma e allergia, nonché secchezza degli occhi e del naso, occhi rossi, eczemi eccetera.
Gli umidificatori hanno un ruolo importante soprattutto per quelle case in cui non è possibile decidere autonomamente la temperatura. Appartamenti in condominio, in particolare quelli posti ai piani intermedi, che quindi ricevono calore anche dal piano superiore e inferiore e da quelli adiacenti. In questi si può arrivare all’extrema ratio di aprire le finestre, perché si percepisce perfettamente come la temperatura sia troppo alta e insieme troppo secca… lasciando, però, entrare l’esterna che non è sempre la più pulita!
In questi casi, un umidificatore si dimostra proprio essere la soluzione perfetta: non solo renderà l’aria “giusta” per una corretta respirazione, ma abbasserà anche la sensazione di calore. Gli anziani e i bambini potranno respirare meglio, ci saranno minori problemi di asma e allergia (anche alla polvere, che tende a muoversi di più dove l’aria è asciutta), e in generale sarà avvertibile un maggiore senso di benessere.
Per le abitazioni cosiddette “termo singolo”, ovvero che possono decidere in modo autonomo la temperature di casa, o perché dotate di caldaia autonoma, o perché in grado di gestire la temperatura grazie a un termostato, non è sempre detto che l’umidificatore sia necessario. Se gli ambienti vengono aerati in modo regolare anche durante l’inverno e le temperature permangono nei range indicati, se ne potrebbe anche fare a meno.
Se invece, a causa di inquinamento o temperature esterne troppo basse, fosse impossibile aerare, si può anche fare uso delle normali vaschette in ceramica riempite di acqua da posizionare sui termosifoni (o radiatori, o caloriferi che dir si voglia).
Di solito ci si rende perfettamente conto di quando esiste la necessità di un umidificatore: ci si sente asciutti, la pelle del viso sembra perdere la naturale morbidezza e tonicità, aumentano i problemi di “naso secco” anche e soprattutto durante la notte. In questo caso, il ricorso all’umidificatore è quasi d’obbligo.

I tipi di umidificatore
Ci sono tre tipi principali di umidificatori, che si differenziano tra di loro nel funzionamento:
Umidificatore ad acqua: è il più semplice e il più classico, la vaschetta sui termosifoni.
Umidificatore con vapore caldo: un apparecchio che riscalda l’acqua fino ad ebollizione e rilascia vapore acqueo nell’ambiente; il più usato fino a qualche anno fa, ma a causa della rumorosità e della formazione di calcare è stato sempre più lasciato in disparte.
Umidificatore con vapore freddo o a ultrasuoni: gli ultrasuoni impattano con l’acqua formando vibrazioni, che creano una specie di “nebbia di vapore freddo”.
Vi è anche un tipo di umidificatore ad aria e non ad acqua, che permette il rilascio di “aria umida” più che di vapore d’acqua.

Come funzionano gli umidificatori
I normali umidificatori funzionano a corrente elettrica. Negli umidificatori ad acqua, la corrente va a scaldare una serpentina che a sua volta permette l’ebollizione dell’acqua e ne permette la trasformazione in vapore, emesso poi nell’aria. In quelli ad ultrasuoni l’energia elettrica va ad attivare un meccanismo per la formazione di ultrasuoni.
Nel considerare l’acquisto di un umidificatore, è importante anche valutare caratteristiche accessorie come:
Purezza dell’acqua che viene emessa, sotto forma di vapore acqueo o di aria umida, nell’aria dell’ambiente.
Quantità di vapore prodotto (da considerare anche in relazione alla grandezza dell’ambiente da umidificare: si può andare dai 5 Kg/ora ai 150-160 Kg/ora)
Consumi dell’umidificatore: trattandosi di un elettrodomestico che verrà tenuto in funzione molte ore per molti giorni (presumibilmente), è bene che si sia consci anche di questo non trascurabile aspetto, che nel lungo termine potrebbe incidere non poco sulla bolletta: si può passare dai 4 ai 750 W per Kg/ora di vapore o di acqua nebulizzata prodotti.

Come Servire gli Antipasti Secondo il Galateo

In questa guida ti illustro come servire a tavola e mangiare una serie di antipasti classici secondo le buone regole del galateo. Devi sapere che gli antipasti sono serviti come primo piatto iniziale. Nel caso di caviale, salmone affumicato e ostriche, possono essere serviti anche la sera.

Se gli antipasti sono molti e vari, devi presentarli in appositi vassoi suddivisi in scomparti.
Puoi anche servirli in coppette o piccoli piatti di servizio oblunghi corredati da un forchettino o da un cucchiaio da dessert.
Le olive servile con il cucchiaio, mentre sardine, acciughe, ed uova di pesce vanno fornite con una paletta.

Devi corredare il piatto dei salumi con una piccola forchetta, mentre i vari pates vanno forniti con un coltello a spatola, e devono essere consumati dai commensali con la forchetta e mai spalmati.
Il melone devi presentarlo lavato, tagliato a fette, privo di semi e completamente ricomposto in un emisfero a forma di stella.

Porta in tavola le tartine, i crostini ed i vols-au-vents su un grande piatto di portata corredato di tovagliolo o di centrino: si prendono con le mani e si mettono sul proprio piatto prima di essere mangiati.
Puoi servire il caviale o con una paletta o puoi presentarlo già steso sui crostini imburrati oppure in una coppa di cristallo con doppio fondo pieno di ghiaccio tritato, accompagnato da piattini di pane tostato e di riccioli di burro.

Presenta le ostriche aperte, senza la parte superiore della conchiglia e coricate su di un letto di ghiaccio tritato. Accompagnale con piattini di pane di segale, spicchi di limone, riccioli di burro ed una bottiglia di aceto balsamico. Si mangiano con forchettine speciali munite di un lato tagliente per staccare il mollusco dalla valva.

Come Pulire i Giochi degli Animali con dei Rimedi Naturali

In questa guida spieghiamo come pulire i giochi degli animali con dei rimedi naturali.

Occorrente
un bicchiere di aceto di sidro di mele
un cucchiaio di bicarbonato di sodio

Procedimento
Chi ha un cane sa che palline, frisbee e animaletti o giochini di gomma morbida e dura si sporcano facilmente, soprattutto se il vostro cane ama sotterrarli o portarli in giro in giardino. Venendo poi in contatto con la bocca dell’animale, questi giocattoli vanno puliti accuratamente.
Ma per pulirli ci vuole un detergente che non sia tossico per l’animale. Questo rimedio funziona anche per i topini e le palline dei gatti, oggetti che ritrovate dopo puntualmente dopo tempo immemorabile sotto i mobili, negli angoli più bui e polverosi.
Raccogliete i divertimenti dei vostri animali e metteteli a bagno in aceto di sidro di mele e bicarbonato di sodio disciolti con acqua tiepida. Dopo una ventina di minuti in ammollo, puliteli, strofinandoli accuratamente sotto l’acqua corrente. Sciacquate bene per eliminare i residui di sporco e detergente, che anche se è naturale, non è mai gradito ai vostri cuccioli.

Ora siete pronti per giocare insieme ai vostri animali in tutta sicurezza, per voi e per loro.