Il mondo dei tè e delle tisane

Narra la mitologia cinese che sia stato il grande sovrano e maestro Shen Nong a scoprire il tè. Mentre faceva bollire un po’ d’acqua sotto una pianta, per disintossicare e purificare il suo organismo, un colpo di vento fece finire alcune foglie nella sua tazza. Il risultato fu un preparato profumato e invitante che il maestro non potè non assaggiare. Scoprendone così inaspettate virtù energizzanti.

Miti e leggende permettendo, l’origine delle tisane, invece, risale storicamente all’epoca greco-romana. Le popolazioni erano già solite utilizzare le virtù benefiche di certe piante. Le cui foglie venivano messe in infusione in acqua calda o fredda per sfruttarne i benefici. Fu, però, durante il Medioevo che la preparazione delle tisane diventò via via sempre più sofisticata: vera e propria arte. Questi rimedi naturali erano anche il principale apporto farmaceutico, spesso segretamente dispensato da streghe e fattucchiere nei villaggi.

L’incontro tra tè e tisane avviene grazie ai cinesi, che iniziarono a scambiare le foglie del tè con quelle delle tisane occidentali. Unendo le virtù di questi due mondi per sempre.

217_198_banner-visual-1024x461 (002)

Ma qual’è la differenza tra i due infusi?  I tè sono piante di una stessa famiglia, hanno proprietà eccitanti e benefiche a seconda della tipologia, Tutti i tè contengono infatti teina o caffeina.

Le tisane rappresentano, invece, una miscela di due o più piante, alcune delle quali sono piante base per i principi attivi che contengono e per le proprietà che apportano (digestive, rilassanti, diuretiche, dimagranti, lassative, drenanti, disintossicanti e così via), le altre sono coadiuvanti piuttosto neutre e danno il sapore al preparato.

Ecco che come ci ha sottolineato più volte, nel corso delle nostre chiacchierate, la dottoressa Caterina Neviani medico sportivo e nutrizionista, bisogna porre molta attenzione a come questi prodotti vengono miscelati e quindi su quali porre il nostro interesse: “La tisana è un preparato che deve rispondere a precise indicazioni sulle miscelazioni delle singole erbe. Bisogna che sia costituita da un “remedium cardinale” il rimedio base che fornisce il principio attivo terapico, da un”adjuvants”, il rimedio sinergico a quello base che ne coadiuva l’assorbimento e da un “costituens”, il complemento che migliora la tisana. Inoltre sarebbe bene non aggiungere zuccheri all’infuso, piuttosto se l’intento è quello di correggerne il sapore il miele andrà benissimo. Capite bene, quindi, che i prodotti presenti sugli scaffali di un supermercato non sempre garantiscono la qualità e le proprietà adeguate”.

Acquistare il prodotto giusto non basta, anche a casa bisogna porre attenzione a come si preparano gli infusi: “La preparazione scorretta di una tisana può vanificarne le proprietà. Ad esempio un ruolo fondamentale ha l’acqua. L’acqua troppo calda estrae dalle erbe le componenti più amare e aspre, rendendo l’infuso molto forte. l’acqua troppo fredda non riesce a catturare gli aromi, rendendo l’infuso molto leggero. Far bollire l’acqua troppo a lungo, abbassa il contenuto di ossigeno dell’acqua, riducendone la capacità di convertire i delicati composti aromatici in un’esperienza appagante per il palato. Le tisane vanno preparate con acqua appena bollita 90-95 °. Le erbe più delicate come melissa e cedrina, richiedono temperature leggermente inferiori, mentre le cortecce legnose più resistenti come liquirizia e cannella leggermente superiori. Tè verde 8085°, tè classici 85-90°, tè neri 95 C°”.

Sarebbe buona abitudine imparare ad utilizzare le tisane anche per accompagnare il nostro benessere durante le stagioni. Esistono infatti degli estratti più indicati di altri. In inverno pioggia, neve, vento e basse temperature espongono maggiormente il nostro corpo a infiammazioni delle vie aeree e stati influenzali. L’infuso giusto è in grado di restituire calore e alleviare i sintoni più comuni del raffreddamento. “A venirci incontro in questo senso sono le spezie. Queste hanno due principali virtù: aromatizzano e scaldano. L’elevato contenuto di olii essenziali le rendono degli ottimi antibatterici e antisettici delle vie respiratorie. Ad esempio la cannella possiede un olio essenziale rubefacente, che determina il richiamo di sangue negli strati più superficiali della pelle, scaldando la zona con cui entra in contatto. Il cardamomo, invece, libera immediatamente le vie respiratorie e aiuta a combattere il senso di spossatezza che accompagna gli stati influenzali. E ancora, lo zenzero è in grado di dar sollievo dal mal di gola. Altre erbe e piante officinali perfette per le tisane invernali sono le cosiddette piante balsamiche, come il timo, l’eucalipto e il pino efficaci nel fluidificare ed espettorare il catarro e lenire le congestioni nasali e bronchiali. La malva idrata sfiamma la gola e può essere una valida alleata in caso di irritazioni del cavo orale. Infine la spirea svolge azione antinfiammatoria, analgesica e antipiretica, perché inibisce la sintesi delle prostaglandine, responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti. Viene perciò consigliata in caso di febbre e per alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, reumatismi, dolori articolari, mal di testamal di schiena e cervicale.

 

La rubrica #BELLASANA vi dà appuntamento alla prossima settimana con uno speciale dedicato alla gravidanza.

Ancora Nessun Commento

I comment sono chiusi

  • Link diretti per l'acquisto dei capi
  • Codici Promozioni e Sconti
  • Linea Diretta con le Stylist
  • E...molto altro ancora!

e scopri tutti i VANTAGGI.

ENTRA NEL MONDO DI STILLY