Voglia di maculato? Dosare con cura!

Voglia di maculato? Desiderio quasi irresistibile di fantasie animalier come se si fosse in mezzo alla natura più selvaggia? Forse così è un po’ eccessivo, ma un pizzico di voglia di fantasia maculata è assolutamente sana e normale. Ma è meglio dosare con cura!

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Sì, perché ormai anche lui, il leopardato è stato definitivamente sdoganato. Dopo anni passati con la nomea di “budino” o “ramarro”, “volgare” o “dozzinale”, negli ultimi decenni si sta prendendo una sonora rivincita.

In origine sinonimo di sensualità e femminilità spinti all’eccesso, grazie a Betty Page, la prima pin up degli anni ’40 che sfoggiava costumi succinti dalle fantasie animalier. Poi arrivò lui, Christian Dior, il primo designer ad innamorarsi delle tinte ispirate alla fauna più selvaggia. Fu sempre il grande couturier che, ispirato dalla sua musa Mitzah Bricard, realizzò nel 1947 eterei abiti in chiffon leopardati.

Sonora rivincita assicurata soprattutto dalla capacità, degli stilisti, delle fashion setter, degli stylist e del popolo che ha voglia di osare, di indossare con stile, cioè dosandolo nel modo giusto, il maculato. Tutta questione di modi e dosi di “somministrazione”, quasi si trattasse di un farmaco… Il maculato va mixato e abbinato con un po’ di cautela per farlo risaltare al meglio garantendogli il ruolo da protagonista che merita.

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No agli eccessi, quindi. Mai, per nessuna ragione. Via libera a piccoli accessori o a singoli capi di abbigliamento dal richiamo della giungla. No ai total look a colpi di animalier, peggio ancora se le fantasie del regno animale sono più di una si sovrappongono e contrastano. No, per esempio, a zebre e leopardi, ghepardi e antilopi, abbinate con la scusa che “tanto sempre di animalier si tratta”.

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Le ballerine o i mocassini in cavallino maculato, per esempio, sono capaci di dare un tocco in più a un outfit total black, magari con pantaloni e blazer nero. Nello stesso modo una pochette dalla fantasia animalier può spezzare efficacemente la monotonia di un tubino nero – anche se, ammettiamolo, il tubino nero se calza a pennello è tutt’altro che monotono in realtà – o la sobrietà di un completo jeans skinny e camicia bianca.

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Insomma è tutta questione di proporzioni. Le giuste proporzioni. Che sono rispettate anche se l’accessorio animalier è una stola o una sciarpa, una cintura o perfino una giacca. In questo caso, via libera a un blazer maculato dalle linee classiche e minimal, da indossare con pantaloni e maglia nera o con jeans azzurri e t-shirt bianca, per esempio.

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