Come Abituare i Bambini all’Ordine

Ogni volta che entrate nella sua stanzetta vi sembra un campo di battaglia? E che dire dei giochi sparpagliati in giro per la casa? Ecco qualche consiglio per superare il problema.

La prima regola è iniziare da piccolissimi a far capire al bambino che ogni cosa ha il suo posto e che questo è importante per trovare le cose quando le si vuole e per conservarle meglio.

Dategli il buon esempio, riponete sempre le cose quando le usate, il bambino deve apprendere con naturalezza ad essere ordinato, deve essere automatico come dormire e mangiare.

All’inizio potrete aiutarlo a riporre giochi e abiti, ma man mano che cresce dovete lasciarlo fare da solo, lo aiuta a essere più autonomo e alleggerisce voi da un’incombenza.

Per aiutare il bambino semplificate le cose dando al bambino posti precisi e diversi per gli oggetti. Il cesto per i giocattoli, la scatola per i colori, la libreria per i libri e i cassetti per gli abiti.

Siate inflessibili, una volta stabilita la regola che deve riporre lui le sue cose, o comunque quelle che usa, non lasciatevi intenerire dalle sue preghiere o dai suoi capricci.

I bambini sanno cogliere con abilità i nostri momenti di debolezza e sanno sfruttarli per ottenere quello che vogliono, se cediamo una volta lui tenterà sempre di sfuggire al compito.

Inoltre i bambini sono molto abitudinari, la routine li rassicura, più consolidate l’abitudine all’ordine più sarà facile ed automatico per lui mettere le cose al suo posto.

Come Abbronzarsi al Meglio

Il fascino dorato dell’abbronzatura è innegabile durante la stagione estiva ma se le vacanze sono ancora molto lontane per evitare le lampade ci sono comunque diverse soluzioni che ci possono aiutare a mantenere la nostra pelle abbronzata a e tonica.

La prima idea per una carnagione dorata senza sole è sicuramente la terra abbronzante che può essere ben usata su tutto il viso per regalare l’effetto abbronzatura o anche sugli zigomi per scolpire bene i lineamenti.

La terra si presenta in almeno due formulazioni sia compatta che in polvere libera, la prima è sicuramente molto più facile da applicare rispetto a quella in polvere, la texture può poi essere da preferire se si ha la pelle grassa o nel caso si abbia secca anche perlata.

Per la tonalità il consiglio è optare per una terra ben abbronzante di un paio di toni più scura rispetto alla nostra carnagione, se comunque si ha la pelle molto chiara ci vuole invece un color caramello e se si ha scura un color bronzo e rame.

Per applicarla esistono degli utili consigli che conviene seguire spesso, prima bisogna mettere una crema idratante ed anche un leggero strato di cipria che riesce ad assorbire la naturale oleosità della pelle, poi bisogna raccogliere un po di terra con il pennellone, soffiarci quindi sopra per togliere il prodotto in eccesso ed applicare quindi con dei movimenti piuttosto circolari sulla fronte, naso, mento e guance, è un procedimento piuttosto facile e veloce.

Esistono comunque diverse tipologie di terre abbronzanti che si adattano molto bene alle diverse tonalità delal carnagione, garantiscono spesso dei risultati impeccabili ed anche di lunga durata, si possono utilizzare in genere un po su tutto il viso oppure su fronte o naso e zigomi. Ci sono poi delle terre anche formate da combinazioni tipo terra, fard e polveri illuminanti per il viso assolutamente molto efficaci.

Il secondo trucco poi per cancellare dal viso ogni traccia dell’inverno e conquistare un abbronzatura invidiabile è assolutamente il fondotinta o anche la cipria che durante l’estate è molto meglio preferire compatto.

Questi prodotti in genere sono assolutamente studiati per la bella stagione e anche per le donne che appena arrivate in spiaggia non vogliono mostrare subito un viso troppo pallido e opaco ma più vivace e tonico.

I fondotinta colorano in modo piuttosto naturale ma servono anche molto per poter proteggere la pelle perchè all’interno hanno appunto un filtro solare e sono assolutamente resistenti all’acqua. Per applicarli è poi sempre meglio utilizzare l’apposita spugnetta contenuta nella confezione ma prima è sempre preferibile passare un leggero strato di cipria in modo che la pelle non risulti poi lucida.

Esistono comunque diversi tipi di fondotinta per pelli normali e secche oppure per pelli miste e grasse, quelli che regalano un look piuttosto abbronzato e per il colorito piuttosto luminoso o per combattere le cuperose, alcuni sono anche dei prodotti solari antietà molto utili per la protezione contro i raggi del sole forti.

La terza soluzione sono poi i cosiddetti autoabbronzanti che in genere contengono il DHA, una sostanza che dopo essere stata applicata fa diventare la pelle piuttosto scura sono comunque prodotti che non stimolano la formazione di melanina ma agiscono invece sullo strato corneo più superficiale risultando comunque meno dannosi delle lampade.
Quelli di ultima generazione hanno profumazioni molto gradevoli e sono arricchiti con sostanze emollienti, prima di utilizzarli è sempre bene fare un esfoliazione che serve ad uniformare la grana della pelle ed ad aumentare l’efficacia dell’autoabbronzante.

Occorre poi distribuire il prodotto poco per volta sulla pelle perfettamente asciutta massaggiando bene sopratutto le ginocchia, i gomiti, i piedi, le caviglie ed anche i talloni. All’inizio comunque è anche bene utilizzarne poco per poter valutare quindi il risultato e procedere eventualmente con successive applicazioni.

Dopo averlo poi applicato bisogna quindi lavare subito le mani e aspettare poi dieci minuti prima di lavare la biancheria, per fare in modo che poi il risultato sia piuttosto naturale è sempre molto importante scegliere la tonalità giusta in caso poi di pelle piuttosto grassa sono adatti i prodotti in gel o spray mantre se invece la pelle è secca vanno molto bene quelli in crema oppure anche in latte.

Gli autoabbronzanti a differenza dei fondotinta non contengono comunque dei filtri solrai e quindi in caso di esposizione al sole occorre sempre mettere una crema protettiva. L’abbronzatura poi ottenuta in questo modo dura in genere una settimana all’incirca e poi per mantenerla occorre riapplicare il prodotto ogni 4 o 5 giorni sempre dopo uno scrub.
Oggi comunque si possono trovare bene in commercio anche moltissimi prodotti in spray o anche in gel che colorano bene la pelle ma che poi vanno via successivamente con l’acqua e con un po di sapone neutro.
Ci sono comunque dei prodotti che combinano una piccola dose di autoabbronzante con degli agenti idratanti e consentono poi di sviluppare progressivamente tutta l’abbronzatura controllandone bene anche l’intensità.

Per garantire poi una pelle perlata ed iridescente bisogna applicare dei gel viso in modo quotidiano fino ad ottenere un po l’abbronzatura desiderata, oppure anche una crema di quelle colorate se più preferite.

Come Preparare Caciocavallo all’Argentiera

Il caciocavallo all’argentiera è una tipica ricetta palermitana, ormai diffusa in tutta la Sicilia. È un piatto che nasce proprio nella città di Palermo presso il mercato della Vucciria, in via dell’Argenteria, una strada che un tempo era abitata dai ricchi argentieri.

Si racconta che uno di loro, grazie alle grandi facoltà economiche che gli garantiva la sua professione, era solito cucinare piatti a base di carne, pietanze da ricchi. In passato la gente facoltosa si distingueva in base al numero di volte che poteva permettersi di cucinare. Spesso si diceva “avi sempri u foco addumatu”, un modo per indicare quelli che avevano sempre il fuoco acceso per preparare pietanze, cosa che non tutti potevano permettersi in quanto per cucinare oltre agli ingredienti si doveva anche sostenere il costo della legna.

L’argentiere in questione, faceva parte proprio di una di quelle famiglie con il “foco sempre addumatu”, la moglie in particolar modo passava molto tempo tra i fornelli cucinando spesso il coniglio, il cui odore si propagava nelle case limitrofe, facendo invidiare i vicini.

Un giorno però caddero in bassa fortuna, allora la moglie, per non far capire le difficoltà economiche al vicinato, iniziò a sperimentare altre ricette culinarie che avessero un profumo buono proprio come i piatti di carne che era solita preparare.

Nacque così il caciocavallo all’argentiera, un formaggio fritto con olio e aglio e condito con aceto e origano, un piatto semplice e gustoso, la cui preparazione sprigiona un profumo molto simile a quello del coniglio alla cacciatora, tanto che da alcuni questa ricetta viene proprio chiamata “coniglio all’argentiera”.

Ecco la ricetta per preparare il caciocavallo all’argentiera

INGREDIENTI
400 gr di caciocavallo
Olio extravergine d’oliva
2 spicchi d’aglio
Aceto
Zucchero
Origano

PROCEDIMENTO
Per prima cosa preparate gli ingredienti: tagliate l’aglio a pezzettini, tagliate il caciocavallo a fette spesse circa 1 cm, mettete in un bicchierino un cucchiaino d’aceto con una presa di zucchero.
Dopo aver preparato gli ingredienti, mettete in una padella un poco d’olio e fate rosolare l’aglio, poi aggiungete le fette di formaggio.
Non appena i lati del formaggio iniziano a dorarsi, aggiungete l’aceto con lo zucchero e infine spolverate il tutto con una presa d’origano.
Lasciatelo cuocere per qualche altro minuto, il tempo di insaporirsi, e servitelo subito quando ancora è caldo.

Come Preparare Baci di Dama

I baci di dama sono dei piccoli dessert dolci e romantici, costituiti da due biscotti, uniti tra loro da uno strato di cioccolato. Prendono questo nome proprio perché la loro forma richiama quella delle labbra di una fanciulla intenta a dare un bacio.
Sui baci di dama si narra una leggenda: pare che nacquero una notte del 1852 nella reale dimora di Vittorio Emanuele II che, desideroso di mangiare qualcosa di buono, chiese al suo cuoco personale di sperimentare una nuova ricetta. Lo chef, preso alla sprovvista, si chiuse per ore in cucina e iniziò a collaudare nuove preparazioni utilizzando gli ingredienti che aveva a disposizione, ovvero mandorle, burro, cioccolata e zucchero. Ed è così che secondo quest’antica storia nacquero i baci di dama.

Al di là delle leggende, la vera origine dei baci di dama, dopo diverse diatribe, è stata attribuita alla città di Tortona, in Piemonte. Ciò è stato confermato anche dal ricercatore documentarista ed esperto di storia tortonese Carlo Sterpone. Oggi i baci di dama sono stati riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale della regione Piemonte.

La ricetta tradizionale prevede la loro preparazione solo con i seguenti ingredienti: mandorle, burro, zucchero, farina e cioccolato. Esiste anche un’altra versione, inventata da Stefano Vercesi agli inizi dell’800, che utilizza le nocciole al posto delle mandorle ed aggiunge una spolverata di cacao alla fine. Questa nuova rivisitazione diede vita a quelli che vennero poi chiamati “baci dorati”.

Ecco la ricetta per preparare i baci di dama tradizionali

Ingredienti
250 farina di mandorle
250 burro
250 farina
250 zucchero
Cioccolato fondente

Procedimento
Unite il burro con lo zucchero e poi aggiungete la farina di mandorle e la farina normale. Impastate tutto fino ad ottenere un composto simile alla pasta frolla. Mettetelo in frigo e fatelo riposare.
Dopo circa 30 minuti, tiratelo fuori e iniziate a creare delle palline dalla forma un po’ schiacciata. Porgetele su un teglia, rivestita da carta da forno, e cuocete per circa 20 minuti a 160°.
Non appena iniziano a dorarsi, uscitele fuori e fatele raffreddare. Intanto potete sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria che utilizzerete per attaccare i biscotti tra loro.

Cosa Mangiare a Colazione

Zuccheri e carboidrati per la colazione sono la scelta migliore per chi al mattino ha davanti a sé una giornata di lavoro creativo: infatti, gli zuccheri forniscono energia immediata che viene assorbita dall’organismo per assicurare il risveglio delle cellule cerebrali; mentre i carboidrati procurano energia per tutto il resto della mattinata grazie a un rilascio più lento.

Perciò via libera a marmellate e miele, pane, fette biscottate, biscotti e cereali, ancor meglio se integrali perché mantengono l’indice glicemico più basso a tutto vantaggio della salute.  Se si dispone di un centrifugatore per frutta, poi, i succhi preparati in casa sono ottimi. Secondo una recente ricerca promossa dall’Osservatorio Aidepi-Doxa, questi alimenti danno ai neuroni i nutrienti necessari a carburare dopo il digiuno notturno e garantiscono il giusto apporto di glucosio ai sistemi cellulari del corpo umano e in particolare alle cellule cerebrali, supportando il lavoro dei creativi.

Inoltre, come riferisce all’ANSA Danilo Gasparini, docente di Storia dell’Alimentazione dell’Università di Padova, Sedersi, sorseggiare un cappuccino, rosicchiare o inzuppare un biscotto, aiuta a lasciar fluire i ricordi della notte ed iniziare ad immaginare la giornata, quindi bando alla colazione frettolosa e frugale, piuttosto coltivate la buona abitudine di rendere la colazione una coccola per voi stessi e per il vostro estro creativo.

C’è di più, non solo ciò che mangiamo, ma anche ciò che beviamo appena svegli è importante, tè e caffè aiutano nelle attività quotidiane, e in quelle creative in particolare, perché la teina combatte la stanchezza fisica e mentale, favorendo la concentrazione; mentre la caffeina, oltre a favorire la digestione, allevia lo stress, aiuta il cervello a lavorare in modo più produttivo e lucido e migliora memoria e attenzione.

Infine, anche il cioccolato è un alimento consigliato al risveglio per le sue proprietà stimolanti del sistema nervoso che attivano la ricettività creativa; per la sua azione antidepressiva ed eccitante e per la sua capacità di aumentare l’afflusso di sangue al cervello che garantisce l’ossigenazione e il nutrimento delle cellule cerebrali.